09
Nov

La Fenice: l’arte che rinasce.

Tra i più recenti specchi in vetro di Murano della nostra collezione, Fenice è sicuramente la creazione più preziosa.

Frutto del sapiente lavoro dei nostri abili maestri artigiani, Fenice unisce l’arte del vetro con una graziosa composizione di lichene e muschio stabilizzato, che trasforma l’opera in un complemento d’arredo davvero innovativo.

Con questa creazione, abbiamo scelto di omaggiare un’eccellenza della nostra città, la Fenice, teatro lirico e fulgido esempio della meravigliosa architettura di Venezia.

Il Teatro La Fenice è il principale teatro lirico di Venezia nonché uno dei più splendidi teatri di tutta Italia. Costruito tra il 1790 e il 1792 su progetto dell’architetto neoclassico Giannantonio Selva, il Teatro si trova nel Sestriere di San Marco, in campo San Fantin.

La sua costruzione sollevò diverse polemiche, legate soprattutto alle ingenti spese che superarono di molto la cifra prevista in sede di progetto.

Nonostante tutto, il teatro venne inaugurato il 16 maggio 1792, durante la Festa della Sensa, con la prima de “I giuochi d’argento” di Giovanni Paisiello.

Per tutto l’Ottocento, il teatro la Fenice si distinse per il suo prestigio: fu sede di diverse prime rappresentazioni di opere liriche dei più celebri musicisti italiani, come Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi.

In particolare, venne rappresentata la prima del Rigoletto nel 1851 e de La Traviata nel 1853, quest’ultima sonoramente fischiata dal pubblico. Il teatro ospitò anche regali visitatori, come Napoleone Bonaparte, nel 1807, gli imperatori d’Austria e Ungheria Francesco Giuseppe e la moglie Elisabetta nel 1859, e il re d’Italia Emanuele III, che proprio qui nel 1895 conobbe la futura consorte, la principessa Elena del Montenegro.

Il teatro continuò anche nel Novecento ad essere sede di grandi successi di artisti internazionali come Igor Stravinskij, Sergej Prokofiev, Luigi Nono, Mauricio Kagel, Bruno Maderna.

Nell’arco della sua esistenza, il teatro La Fenice bruciò per due volte nel 1836 e nel 1996, per poi risorgere dalle sue ceneri, omen nomen, entrambe le volte.

Se il primo incendio distrusse quasi completamente il teatro salvando solo l’ingresso e i muri perimetrali, il secondo fu doloso e impegnò i vigili del fuoco per tutta la notte. Grazie all’intervento di artigiani e restauratori, gli splendidi stucchi e dorature vennero ripristinati e riprodotti in maniera pressoché identica agli originali.

La nuova rinascita del teatro venne celebrata con un’intera settimana di concerti, dal 14 al 21 dicembre 2003, sette anni dal tragico incendio.