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Mag

La nostra storia nel Gazzettino

Vetro da Amare è lieta di condividere nel suo magazine un articolo dedicato al suo fondatore, Massimo Borella, e al suo percorso.

L’articolo è stato pubblicato nella sezione locale del quotidiano “Il Gazzettino”.

Chiude il negozio e passa al web: ora vende fiori in tutto il mondo.

L’e-commerce per il mercato del futuro. Un fiorista di Fiesso d’Artico trasforma la sua attività in commercio elettronico, la nuova tendenza, e ha successo.

Massimo Borella, 53 anni, nel 1992 ha aperto una fioreria in paese.

Gli affari nella fase iniziale erano andati bene, nel giro di qualche anno aveva impiegato due persone.

Borella però ha sempre avuto il desiderio di rinnovarsi, è sempre stato attento alle nuove tendenze, e, ispirato anche da una parte della clientela, ha cominciato a ragionare sulle possibilità dell’e-commerce.

Nel 2014 ha deciso di investire su un nuovo progetto, mettendo assieme le competenze di alcuni tra professionisti e artigiani di Venezia: vetrai, incisori, decoratori e falegnami.

Tale collaborazione ha permesso la realizzazione di oggetti unici, spesso realizzati in base ai desideri di clienti speciali, completati con l’aggiunta di fiori.

Pezzi unici, raffinati, che piacciono molto in alcuni mercati esteri; grandi compratori si sono rivelati i Paesi asiatici e la Russia, ma anche alcuni negozi di Venezia.

Borella da un paio d’anni ha chiuso il negozio, che ha sostituito con uno showroom, e si è collocato sul web.

Per spedire i suoi gioielli floreali in ogni parte del mondo ha ideato un imballaggio adeguato alle spedizioni: una sorta di cofanetto.

“Anni fa avevo collaborato con un produttore di vasi toscani – racconta Massimo – l’idea di realizzare un oggetto che fosse di qualità, e completo in tutto, ha sempre fatto parte del mio modo di pensare.

Il mercato è cambiato, così come la cultura del fiore: vedo una prospettiva luminosa nell’e-commerce.”

Tra i progetti c’è la partecipazione a una fiera di Parigi.

L’idea è di creare prodotti sempre nuovi, già in cantiere quello di utilizzare per le composizioni materiali ferrosi sempre Made in Venice.

“Nel territorio abbiamo professionisti molto preparati – conclude Borella – meritano lustro e hanno tutte le capacità di lanciare in maniera diversa il Made in Italy.”